Palma Costi

Assessore alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma della Regione Emilia-Romagna

A tre anni dal sisma

A tre anni di distanza dal sisma abbiamo l’obbligo di fare il punto preciso con numeri e cifre sullo stato di ricostruzione.

E’ un dovere che non può nascondere ne cancellare il dolore e la disperazione di quei giorni. I numeri non ci fanno dimenticare i volti delle persone, in primo luogo di coloro che non ci sono più, delle loro famiglie.
Di quelli che hanno sofferto a lungo nel fisico e nel morale i disagi di questa terribile pagina della nostra regione. Di quelli che ancora devono rientrare a casa, nella loro casa di sempre.
Ricordo e commozione ci accompagnano in questo terzo anno dal sisma.

Ma anche la voglia di farcela, di tornare ad una normalità migliore di prima. La grande macchina della ricostruzione è lo strumento per fare questo, per un dramma che non avremmo mai voluto. Una ricostruzione che abbiamo dovuto inventare da zero e che intendiamo utilizzare per ridare il sorriso alle persone colpite.
Per restituire il futuro ai nostri ragazzi e ai nostri territori .

Se tutti noi istituzioni, cittadini, imprese e professionisti leggiamo questa storia nello stesso modo e con lo spirito che ci ha accompagnato nei primi momenti, saremo immediatamente consapevoli che stiamo scrivendo “insieme” una delle pagine più belle della nostra terra.
Di una comunità che riparte. Pulita. Sicura. Unita. Più bella dentro e fuori. Un esempio per questo Paese che ha bisogno di nutrirsi di esempi positivi.

Scarica il report su questi tre anni di ricostruzione:

Ricostruzione_3 anni

Ammortizzatori sociali, siglato protocollo quadro tra Regione, banche, sindacati e imprese

Firmato in Regione il ‘Protocollo quadro’ sul sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà. Uno strumento finalizzato a diminuire il disagio dei lavoratori beneficiari degli ammortizzatori sociali dovuto al tempo che intercorre tra l’inizio delle sospensioni dal lavoro e l’erogazione da parte dell’Inps dei trattamenti stessi.

L’accordo è stato sottoscritto dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, dai sindacati, dalle rappresentanze delle imprese e da diversi istituti bancari.

“Nessuno deve restare indietro. Questo accordo – ha sottolineato il presidente Bonaccini – va in questa direzione migliorando e uniformando gli strumenti per accompagnare lavoratori in difficoltà. Un modo per assicurare alle famiglie continuità di reddito. Ma il nostro obiettivo principale resta quello di uscire più rapidamente possibile dalla crisi e creare nuova e buona occupazione. E lo faremo a partire dal Patto del lavoro che sottoscriveremo con il sistema socioeconomico emiliano romagnolo nelle prossime settimane”.

In Emilia-Romagna (dove nel 2014 sono state autorizzate complessivamente 84 milioni e 417 mila ore di cassa integrazione) questa possibilità è a disposizione, per il 2015, per una platea potenziale di oltre 30 mila lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali ordinari, straordinari e in deroga.

“L’accordo – ha aggiunto l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi – è frutto del contributo di tutte le parti sociali, gli istituti bancari e le istituzioni e rappresenta il primo accordo su scala regionale che allarga a tutto il territorio emiliano-romagnolo importanti tutele di sostegno al reddito”.

Con il Protocollo saranno attivati finanziamenti individuali da parte delle banche a costo zero e a tasso zero a lavoratori dipendenti di aziende in crisi ovvero quelle imprese che attivano ammortizzatori sociali con pagamento diretto da parte dell’Inps (aziende in fase di cessazione di tutta o di parte dell’attività produttiva sul territorio regionale, con o senza l’attivazione di procedure concorsuali, oppure di aziende in situazione di grave dissesto finanziario oppure di aziende che hanno attivato gli ammortizzatori sociali in deroga).

Il finanziamento è un anticipo sui trattamenti di Cassa integrazione straordinaria, in deroga, Ordinaria, per imprese editrici e contratti di solidarietà difensivi che spettano al lavoratore per supportarlo nei periodi di temporanea assenza di reddito, in attesa di percepire da parte dell’Inps le indennità di sostegno al reddito.

L’accordo avrà validità per gli interventi di sostegno al reddito fino al 31 dicembre 2015 (a partire dal 1 gennaio) e potrà essere aggiornato se intervengono sostanziali modifiche normative sugli ammortizzatori sociali.

Alluvione e trombe d’aria, siglato accordo per le imprese

Le banche potranno anticipare le risorse alle imprese beneficiarie del contributo alle imprese che hanno subito danni a causa dell’alluvione e delle trombe d’aria verificatesi in territori già colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.
È questo quanto previsto dallaccordo sottoscritto dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, dal presidente della Provincia di Modena Giancarlo Muzzarelli e dagli istituti bancari che sono disponibili a predisporre idonee linee di credito per consentire l’anticipazione delle somme ai beneficiari di contributo alle imprese danneggiate dagli eventi alluvionali verificatisi tra il 17 ed il 19 gennaio 2014 nonché le trombe d’aria del 3 maggio 2013 e quella del 30 aprile 2014.

Le anticipazioni sono destinate alle imprese per la riparazione, il ripristino, la ricostruzione di immobili a uso produttivo e degli impianti e strutture produttive agricole, per la riparazione e il riacquisto di beni mobili strumentali all’attività, di beni mobili registrati e per la ricostituzione delle scorte e dei prodotti.

L’obiettivo dell’accordo è favorire le imprese beneficiarie di contributi (Ordinanza 6/2014) – di cui la Provincia di Modena è ente delegato all’istruttoria – non in grado di anticipare le somme necessarie alla liquidazione dei documenti di spesa prima dell’erogazione del contributo stesso. Gli Istituti di credito – ai quali resta l’esclusiva competenza della valutazione del merito creditizio del richiedente – predisporranno idonee linee di credito per consentire l’anticipazione delle somme a copertura delle spese relative ai danni subiti così come autorizzate dal Commissario Delegato ed in attesa dell’erogazione del contributo concesso.

Il Commissario delegato, sulla base delle procedure previste dalle ordinanze è disponibile ad accettare il “mandato irrevocabile per l’incasso” inviato dai beneficiari a favore delle banche finanziatrici: l’ordinativo di pagamento a favore dei soggetti beneficiari verrà accreditato all’Istituto di credito indicato nel mandato irrevocabile per l’incasso.

Nel dettaglio i Comuni colpiti sono: Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Castelfranco Emilia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Modena (località di San Matteo, La Rocca, Albareto e Navicello), San Felice sul Panaro e San Prospero nel modenese; Argelato, Bentivoglio, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale e Sala Bolognese per la provincia di Bologna.

“Con questo provvedimento – ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – prosegue, e sarà ulteriormente rafforzato, il lavoro per riportare le aree colpite alle normali condizioni produttive delle imprese. Oltre alle risorse per i risarcimenti dei danni causati da un’alluvione, c’è anche questa opportunità delle anticipazioni del credito: ora occorre accelerare per rafforzare ulteriormente lo sviluppo delle imprese per renderle ancora più competitive nel mondo”.
Il presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli ha aggiunto che “Quello firmato oggi è un accordo molto importante per le nostre imprese, perché la disponibilità della liquidità è essenziale per potere rialzarsi e tornare produttive. Si mette a punto quindi un tassello chiave per il nostro territorio, che è unito, con un messaggio positivo, quello delle istituzioni che sono a fianco di chi lavora e fa impresa”.

Buste paga da luglio a dicembre

Dalla somma netta che percepisco vanno sottratti ogni mese 700 € che verso, sotto forma di erogazione liberale, al Partito Democratico provinciale di Modena e 850 € versati, con la stessa modalità, al Partito Democratico regionale dell’Emilia-Romagna

2014_luglio
2014_agosto
2014_settembre
2014_ottobre
2014_novembre
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Ricostruzione: Formazione per Mude e Sfinge

mude e sfinge

Ricostruzione: la formazione dei tecnici a supporto dell’efficienza. Hanno riscosso un notevole successo i moduli formativi promossi da ANCI ER e Ordine Architetti Modena (a seguito degli incontri in Regione ER del tavolo tecnico degli Ordini Professioni) sul tema della Ricostruzione con particolare riferimento agli aggiornamenti introdotti per Mude dalla Ord. 71/2014 e per Sfinge dalla Ord. 70/2014. Dopo le edizioni del 2/3 dicembre a cui hanno partecipato circa 100 corsisti per ogni giornata e viste le tantissime richieste pervenute, sono state previsti due nuovi Moduli formativi per discutere delle novità, dello stato dell’arte a 30 mesi dal sisma e per un confronto sul territorio aperto in particolare a professionisti, imprese e pubblica amministrazione. Saranno presenti in aula per gli interventi illustrativi e rispondere alle domande Tecnici della Regione ER e della Struttura Commissariale, Tecnici di IAP/Invitalia (nella foto, un momento del modulo 3/12 a Novi M)
I PROSSIMI APPUNTAMENTI IN AGENDA
Mart 9 dicembre, ore 15.00-18.00
MUDE: l’ordinanza 71/2014, le nuove “Linee Guida” (Decreto 2013 del 22 ottobre 2014) e temi connessi.
Finale Emilia – Municipio Provvisorio, Viale della Rinascita (angolo Via Trento Trieste), Multi Area Finalese (MAF)
Merc 10 Dicembre, ore 15.00-18.00
SFINGE (e MUDE per gli edifici produttivi agricoli): le ordinanze 70 e 71/2014.
NOVI di Modena, Scuola elementare Anna Frank, Viale Martiri della Libertà n. 20

Tre mesi di grande confronto dentro e fuori il Pd

Palma discorso Pd

Intervento alla direzione provinciale PD Modena 02!12/2014
Durante la campagna elettorale tra le persone, ho avuto molto chiaro lo stato di indifferenza, l’esasperazione e la rabbia e la ribellione verso le Istituzioni, il sistema politico, verso il Pd stesso (peraltro in una campagna elettorale fatta soprattutto dai candidati): ero consapevole che non avremmo toccato il 50% di elettori alle urne ma il risultato è stato ancor più choccante, di una gravità che quasi mette in ombra qualsiasi altra considerazione sul voto al Pd (che pure va analizzato per la volatilità che lo ha caratterizzato).
La democrazia perfetta è una utopia. L’Emilia-Romagna l’ha sfiorata, nel passato, grazie al potere diffuso nella società regionale. Con i Partiti di massa che rielaboravano gli input provenienti dalle variegate forme dell’associazionismo (culturale, sociale, sportivo, religioso, economico, dai sindacati, dalla cooperazione). Con i Partiti che facevano sintesi, svolgevano funzioni pedagogiche, erano collanti per la società.
Non è più così da molto tempo. Sul non voto hanno pesato trasformazioni sociali ed economiche che però non abbiamo analizzato e compreso fino in fondo (non siamo più l’Emilia-Romagna di 20 anni fa e neppure del 2010 ). E’ strutturalmente cambiata la popolazione, sia per effetto dell’immigrazione dal sud che da altri Paesi, continua un forte processo di invecchiamento e sono riprese a calare le nascite, cambiati gli stili di vita, l’abbandono scolastico al minimo ma a scapito della formazione tecnica, che era il pilastro del nostro sistema economico di piccole e medie imprese; crescono i Neet, i giovani che non studiano né lavorano, e lenta è la transizione verso l’età adulta, si registra l’impoverimento delle famiglie, del ceto medio, reale o temuto (aumenta il risparmio), hanno pesato l’insicurezza per il futuro, la questione morale, lo sfarinarsi dei corpi intermedi e della rappresentanza, pesa la mancata consapevolezza che non saremo più ciò che eravamo prima del 2008. Tutto ha contribuito a far crescere l’antipolitica, insieme a demagoghi e populisti irresponsabili. A far crescere la sfiducia nelle istituzioni, che sono, invece, luogo di sintesi.
C’è da chiedersi chi ha voglia, oggi, di perdere qualcosa per l’interesse generale, per il bene comune… L’automismo in cui si è frantumata la nostra società, l’esasperato individualismo, la solitudine delle persone di fronte ai cambiamenti.
Nonostante ciò che dice Renzi, ha pesato lo scontro con i sindacati, qui da noi più doloroso e incomprensibile perché qui Istituzioni, lavoratori e imprese sono mondi che si parlano su strategie condivise, strategie che rischiano di saltare sulla spinta delle tensioni nazionali.
Così come ha pesato e sta pesando un tentativo mai sopito di neocentralismo a scapito delle articolazioni istituzionali, prima i Comuni, poi le Province, ora le Regioni (che non sempre si sono dimostrate all’altezza del compito costituzionale loro affidato). Così ha pesato l’inchiesta sulle spese dei Gruppi consiliari, che ha visto (dopo quasi tre anni dall’avvio) l’arrivo degli avvisi di fine indagine per 41 consiglieri su 50 a una decina di giorni dal voto; così come l’interruzione della legislatura dopo le dimissioni del Presidente Errani ha influito sull’opinione pubblica.
Dunque ci sono temi su tutti che non sono contrattabili: la sobrietà, il rigore, la moralità. Ma voglio anche ripetere che i vitalizi sono stati aboliti, macchine blu e spese di rappresentanza azzerate, niente più rimborsi chilometrici, i fondi ai Gruppi per il funzionamento ridotti – e concordo con Stefano Bonaccini di abolirne anche la quota residua, da subito. Le nostre indennità sono le più basse in Italia e abbiamo già attuato quanto scritto nella modifica della Costituzione, di cui siamo stati attori.
Ma nel contempo chiedo rispetto per il grande lavoro svolto, con passione e competenza, dalla Assemblea legislativa regionale e dal Gruppo consiliare uscente.
Oggi i colleghi sono stati messi nella condizione di poter dimostrare la estraneità ai fatti contestati. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi: nel frattempo non generalizziamo.
Abbiamo assistito a un non voto che aveva avuto nelle primarie un campanello di allarme molto forte, e anche questo sarebbe da analizzare, per le maggiori responsabilità che dovrebbero assumersi i gruppi dirigenti, “noi classe politica dirigente”. Un campanello d’allarme ripetuto, mi pare dalle ultime primarie, anche in altre regioni. E lo è anche il calo degli iscritti, altro campanello di allarme.
Il non voto è stato un voto di sfiducia alla classe politica in generale e qui, in questa terra, al Pd in particolare, e questo non possiamo nascondercelo. Ma non è stato un voto ad altri, se vediamo per esempio le formazioni alla sinistra del Pd fermarsi all’8% (se sommiamo Sel e L’Altra Emilia Romagna).
E questo dovrebbe farci riflettere sul presunto potenziale sfondamento a sinistra di chi teorizza scissioni, o nuovi partiti o rassemblement a sinistra del Pd. No, io credo che i nostri elettori più che un’altra offerta politica frazionata vogliano un Partito democratico convincente. Dobbiamo quindi reagire subito su due fronti:
 istituzionale
 del partito
Sul fronte istituzionale, la Giunta regionale e l’Assemblea legislativa devono lavorare bene fin da subito, mettersi in azione in tempi rapidi, affrontando ormai vere e proprie “emergenze”, a partire dal lavoro, anzi dal buon lavoro, costruendo tutte le politiche su questo obiettivo per mantenere e creare nuova e buona occupazione, dalla semplificazione istituzionale e burocratica, con un cambio radicale di mentalità, dalla responsabilità di chi agisce sulla base di chiare e semplici regole e controlli di merito del sistema pubblico; fino al sistema dell’istruzione e della formazione, alle infrastrutture materiale e immateriali, ai fondi europei, capaci di generare ulteriori investimenti, con molta attenzione all’accesso alle risorse da parte della Pmi. E ancora: dal dissesto idrogeologico con un piano pluriennale di messa in sicurezza del territorio a una economia verde, fino alla ricostruzione post sisma e post alluvione; alla montagna e alle OPPORTUNITA che offre; alla sanità e al welfare pilastro della nostra regione, ma da riformare dove serve, per rafforzare il protagonismo dei territori, con più servizi e meno aziendalismo.
Sul fronte del partito abbiamo bisogno di un Pd forte, presente (in questi anni non ha svolto fino in fondo il ruolo che gli compete).
Dobbiamo decidere noi cosa siamo e cosa vogliamo essere, non lasciare che altri ci dicano…
Un partito democratico maggioritario che allarga la rappresentanza a nuovi soggetti, quelli per esempio che ho incontrato, come gli altri candidati, in campagna elettorale, ma che deve darsi luoghi – né rituali né burocratici – di confronto, in cui fare sintesi, in cui si può votare a maggioranza, luoghi che siano anche di formazione e costruzione di una appartenenza culturale. Un Partito democratico riformista che non ha paura di misurarsi con i temi del lavoro, dell’impresa, dello sviluppo, della solidarietà, del nuovo welfare.
Un luogo/luoghi in cui mettere in fila problemi, bisogni, speranze. Affinché il mio bisogno di singolo possa stare in un progetto condiviso. Altrimenti come si possono tenere insieme un operaio turnista e un insegnante, la famiglia di un disabile e l’organizzazione dei servizi, un precario e un dipendente pubblico, le imprese e i cittadini con l’apparato burocratico, le madri che lavorano e l’orario dei nidi e le tutele per le educatrici, i diritti di chi lavora e la mancanza di lavoro, la finanza pubblica e il bisogno di denaro (in sintesi: diritti confliggenti)?
Significa entrare nel merito, trovare delle sintesi, costruire azioni, analizzarne le ricadute, cambiare verso per una larga rappresentanza.
Da un lato l’urgenza di svecchiare questo Paese (è quello che si aspetta chi ha votato Pd in massa alle Europee).
Dall’altro l’urgenza di portare con sé diritti, valori, risposte. Sono due facce della stessa medaglia.
Altrimenti rimangono in campo solo le sommatorie di interessi e bisogni di singoli individui.
E anche il nostro lavoro di consiglieri regionali necessità di un Pd provinciale e regionale sempre più autorevole in grado di costruire traiettorie condivise e soprattutto di alto respiro culturale e politico, in grado di ridare un senso al fare politica come possibilità di cambiare in meglio la nostra società, un progetto dove la maggioranza dei singoli si riconoscono .
Costruire luoghi di un partito a vocazione maggioritaria è prima di tutto vedere che ci sono nuovi soggetti che chiedono rappresentanza. Avere un progetto per una società reale, non quella che vorremmo che fosse, il non voto è la solitudine di fronte ai cambiamenti. E’ lo spazio del Pd! Che deve velocemente recuperare. Non possiamo essere solo primarie e campagne elettorali. Non vi nascondo la preoccupazione di un congresso regionale di scontro e non di analisi e proposte conseguenti, discusse davvero nel merito e frutto di un lavoro collettivo di vero e profondo coinvolgimento di iscritti, elettori, potenziali aderenti. Da cui possano uscire indirizzi e gruppo dirigente che li attua.
Tutte queste ragioni, dunque, ci impongono una analisi non rituale, che deve continuare nei nostri circoli. Perché il voto e il non voto ci hanno detto troppe cose per esaurirne l’analisi in poche ore.
Propongo tre mesi di grande confronto dentro (in tutti i nostri circoli) e fuori il Pd, con tutta la classe dirigente allargata e impegnata in modo continuativo (come se fossimo ancora in campagna elettorale), e a fine febbraio tiriamo le somme.

Il Vietnam è vicino

vitnam viaggio

Si è conclusa la missione imprenditoriale “Vietnam, porta d’accesso al mercato asiatico” promossa da Regione, Camere di commercio, associazioni di categoria, sistema bancario a supporto delle aziende dell’Emilia-Romagna. In questo anno e mezzo ho partecipato in modo diretto ai numerosi scambi avvenuti tra i due Paesi. I risultati ottenuti ci incoraggiano a proseguire su questo percorso che promuove investimenti, trasferimento tecnologie, collaborazione economica. Un dialogo strategico da continuare per aumentare le esportazioni nel Paese.
Nella missione di sistema di qualche mese fa abbiamo presentato uno spaccato della nostra economia con una logica di squadra. In questi mesi le imprese hanno proseguito sulla strada per realizzare una strategia di collaborazione sempre più stretta.

Infrastrutture e impiantistica. Ma anche trasporti, settore biomedicale, energia, senza dimenticare i comparti tradizionali del “Made in Italy”, come il tessile-abbigliamento. I macchinari restano importantissimi, c’è grande attenzione alla tecnologia italiana. Sono tante e diversificate le opportunità e le chances da cogliere. Secondo i dati dell’Osservatorio Internazionalizzazione di Unioncamere ER, nel 2013 l’export verso il Vietnam è cresciuto del 27 per cento rispetto al 2012, per un valore di 121 milioni di euro che coinvolge 270 imprese, di cui il 48% rappresentato dalla meccanica strumentale. Camere di commercio dell’Emilia-Romagna e Regione hanno un ruolo di primo piano. L’internazionalizzazione è un driver su cui la Regione sta investendo e costruendo una strategia di lungo periodo. Nel consolidamento del rapporto con il Vietnam, l’Emilia-Romagna ha svolto un ruolo di apripista con l’obiettivo di incrementare il numero delle nostre imprese esportatrici. Gli ottimi risultati dell’indagine sulla soddisfazione delle imprese presenti ci indica che siamo sulla buona strada.

Sisma, accelerare il passo

ricostruzione

La ricostruzione post-sisma deve accelerare il passo nella direzione della semplificazione e della velocizzazione delle procedure. A due anni e mezzo dal sisma siamo in una fase cruciale in cui, in tante zone, si ricomincia a delineare lo skyline della ricostruzione. Al netto dei beni artistici: edifici pubblici, scuole, aziende, centri commerciali, centri di ritrovo e culturali, in tanti sono ripartiti con strutture moderne e funzionali. E la collaborazione tra enti pubblici, privati, associazioni e imprese, è un modello che sta facendo scuola. Ora occorre continuare a lavorare per rendere ancora più efficaci le procedure tenendo sempre alta l’attenzione alla qualità e alla legalita. Bisogna fare quanto è possibile per la semplificazione e lo snellimento delle pratiche del sisma (sia Sfinge che Mude) tenendo presente che ogni risorsa pubblica deve essere pienamente certificata e riconosciuta nella procedura.
Semplicità e trasparenza. E’ nell’interesse dei cittadini, come nel nostro, tenere insieme queste due esigenze. Non un euro deve essere speso male o a chi non ha diritto ma, allo stesso tempo, è necessario far girare più velocemente la liquidità ed assicurare il massimo impegno dei professionisti e delle imprese impegnate nella ricostruzione al fine di accelerare ulteriormente le attività in corso. Bisogna che i Comuni siano messi in grado di lavorare al meglio, a partire dalla disponibilità di personale. Occorrono risposte immediate, certe, rapide e e condivise sui problemi che si riscontrano nell’iter previsto per i progetti di ricostruzione.Questo si devono aspettare i cittadini e le imprese. E’ un’opportunità per tutta la comunità che questo avvenga nella legalità, nel rispetto delle regole, salvaguardando semplicità e chiarezza.

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