Palma Costi

In questi anni ho imparato a conoscere molto bene la nostra provincia, a partire dalla mia Bassa, passando per Carpi e la città di Modena, fino alla montagna. Per questo penso e spero di poterla rappresentare in modo efficace.

Provincia di Modena: Fondo innovazione 2012 – al via il nuovo bando

10 MILIONI DI € PER GLI INVESTIMENTI DELLE IMPRESE

Si è aperto, con il primo degli incontri informativi in programma giovedì 17 maggio, il 5° bando del Fondo innovazione che mette a disposizione delle imprese dieci milioni di euro di finanziamenti agevolati per sostenere investimenti in innovazione tecnologica, gestionale-organizzativa e commerciale.

Il Fondo innovazione, istituito nel 2005, è promosso dalla Provincia, dal Comune di Modena, dalla Camera di Commercio, dall’Unione Comuni modenesi Area nord, dall’Unione Terre di castelli e da dieci Comuni del territorio. Si prevede che, con questo 5° bando, possano essere finanziate circa 70 imprese, che si andranno a sommare alle 269 ammesse all’agevolazione nelle prime quattro edizioni. In totale, dalla sua istituzione, il Fondo ha messo a disposizione delle imprese 40 milioni di euro che si sommano agli attuali 10 milioni.

COME ACCEDERE AL BANDO: DOMANDE ONLINE CON FIRMA DIGITALE DAL 4 GIUGNO

Possono accedervi le piccole e medie imprese (e loro consorzi) con non più di cento addetti, appartenenti ai settori del manifatturiero e dei servizi alla produzione con almeno un’unità operativa nella provincia di Modena.

 Il bando è già disponibile per la consultazione sul sito www.fondoinnovazione.it

Le imprese che intendono richiedere un finanziamento dovranno inviare le domande solo attraverso il sito del Fondo (http://www.fondoinnovazione.it/) a partire dal 4 giugno e fino al 25 giugno (ore 12.00), compilando un apposito modulo on line. La domanda dovrà essere firmata digitalmente. Le imprese sprovviste di firma digitale possono ottenerla gratuitamente rivolgendosi all’ufficio Firma digitale della Camera di Commercio (dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 12 o telefonando al numero. 059/208230). Tra le numerose voci di spesa ammissibili l’acquisto di attrezzature, impianti, hardware e software, il costo del personale dedicato al progetto, delle consulenze specialistiche, dei contratti di ricerca e acquisto/deposito brevetti e licenze.

Il bando sarà illustrato nei dettagli in sette incontri, uno per distretto: si comincia a Modena giovedì 17 maggio, alla facoltà di Ingegneria (via Vignolese 905). Lunedì 21 maggio l’appuntamento è a Mirandola, nella sala Granda del Municipio, alle 17,30. Martedì 22 maggio a Vignola, alla Biblioteca comunale (sala conferenze); mercoledì 23 a Sassuolo, nella sala Biasin del Municipio; giovedì 24 a Maranello, all’Auditorium Ferrari; martedì 29 a Carpi nella sala del Consiglio comunale; giovedì 31 maggio a Castelfranco, nella biblioteca comunale. Tutti gli incontri sono alle 17,30.

Patto di stabilità, sbloccati dalla Regione quasi 2mln di euro per dare ossigeno ai comuni modenesi

Nell’ambito del patto di stabilità regionale, la Regione Emilia-Romagna ha sbloccato altri 21 milioni di euro che potranno essere impiegati dalle amministrazioni locali per pagare i fornitori. A comunicarlo sono i consiglieri modenesi del PD  Palma Costi, Stefano Bonaccini e Luciano Vecchi.

«Grazie alla delibera approvata dalla Giunta – dicono i consiglieri PD – sono stati concessi al territorio di Modena 1.809.241,95 euro. Per 22 comuni si tratta di una vera e propria boccata d’ossigeno: con risorse proprie, che altrimenti sarebbero rimaste bloccate ed inutilizzabili, gli enti locali potranno pagare fornitori e investimenti, e in questa maniera sosterranno il lavoro e le imprese, messe a durissima prova dalla crisi che stiamo vivendo. Solo per il Comune di Modena sono stati sbloccati circa 1 milione 86mila euro».

«La crisi economica ha imposto un atteggiamento di rigore – concludono Bonaccini, Costi e Vecchi – ma occorre che il rigore sia accompagnato da provvedimenti concreti in favore della crescita del nostro territorio provinciale e regionale. La Regione dimostra ancora una volta di essere a fianco degli enti locali, per valorizzare il loro lavoro».

Guarda il dettaglio delle risorse sbloccate per i singoli Enti locali

Risposta alle dichiarazioni di Marian Lugli

Dire che non mi occupo o preoccupo dei servizi sanitari dell’Area Nord mi pare quanto meno curioso. La mia storia politica e istituzionale intrecciata profondamente con i nostri servizi sociali e sanitari e la mia presenza costante sul territorio mi permettono di conoscere così bene i problemi – senza bisogno di sondaggi informali – da poter  procedere a utilizzare il mio ruolo per risolverli. Problemi che nascono da anni di politiche del Governo Berlusconi, che ha indebolito il sistema sanitario nazionale tagliando risorse, bloccando investimenti, creando problemi sul personale (senza contare che i ticket li ha messi lui) .

Gli sforzi compiuti in questa regione – che vanta un sistema sanitario universalistico tra i migliori al mondo, nonostante i tagli e la mancanza del flusso di cassa – sono stati sempre indirizzati a fornire i servizi sanitari più appropriati ai cittadini, in base alla complessità dei problemi di salute  e agli eventuali connessi problemi sociali .

È cambiata la popolazione (si vive molto più a lungo e meglio); sono aumentati gli anziani e i malati cronici. Contemporaneamente sono cambiate profondamente metodologie, approcci diagnostici e terapeutici, mentre ricerca e innovazione tecnologica hanno fatto passi da gigante. Tutto ciò ha portato modificare e programmare servizi in modo diverso dal passato e in continua evoluzione.

Da questo derivano, ad esempio, le scelte operate in materia di presidi ospedalieri, per l’Area Nord come per l’intera provincia: per l’appropriatezza e la sicurezza dei pazienti non tutto può essere fatto ovunque. Più capillare deve essere, invece, la presenza dei servizi di base, iniziando dalla medicina del territorio, che dovrà essere presente 7 giorni su 7, 24 ore al giorno,  in  stretto rapporto con i servizi sociali e con i diversi gradi di complessità assistenziale delle strutture ospedaliere.

Tutto ciò è contenuto nel Piano Attuativo Locale, approvato dalla Conferenza socio sanitaria provinciale. Il mio impegno – poco urlato e poco mediatico, lo riconosco – è perché questo si attui nei tempi e nei modi migliori. In questa direzione si muove il lavoro concreto e quotidiano affinché si realizzino quanto prima le Case della Salute, ad iniziare da quella di Finale Emilia; affinché servizi e strutture dell’Ospedale di Mirandola siano sempre più adeguate e  integrate con l’Ospedale di Carpi; per lo sviluppo dei servizi territoriali (vedi neuropsichiatria infantile e sulla necessità di rafforzare la presa in carico dei pazienti più deboli e fornire un percorso assistenziale puntuale) e del raccordo socio sanitario tra i servizi.

Il mio lavoro avviene sempre nel rispetto di ruoli e competenze, sia istituzionali sia tecniche, perché sulla salute e sulla sanità è facile fare affermazioni populistiche che non portano a nulla se non a creare confusione e disaffezione proprio verso quel sistema sanitario fatto da ottimo personale medico, infermieristico, di assistenza o tecnico, come dice Marian Lugli. Anche per questo per l’attuazione del PAL sarò sempre ben contenta di collaborare con tutti, anche con i consiglieri dell’opposizione, se hanno a cuore davvero il bene del territorio e non solo polemiche fini a se stesse.

Ciao Maurizio

La perdita di Maurizio Cevenini ci priva di un amico, di un collega, di un uomo di profonda umanità, generosità, passione politica e civile. Il nostro affetto e il nostro dolore si uniscono a quello della moglie Rossella e della figlia Federica. Bologna, l’intera comunità regionale, tutti quelli che l’hanno conosciuto e gli hanno voluto bene oggi perdono un punto di riferimento importante.

Alessandrini Tiziano
Barbieri Marco
Bertelli Alfredo
Bianchi Patrizio
Bonaccini Stefano
Carini Marco
Casadei Thomas
Costi Palma
Errani Vasco
Ferrari Gabriele
Fiammenghi Miro
Garbi Roberto
Gazzolo Paola
Lusenti Carlo
Marani Paola
Marzocchi Teresa
Mazzotti Mario
Melucci Maurizio
Monari Marco
Montanari Roberto
Mori Roberta
Moriconi Rita
Mumolo Antonio
Muzzarelli Gian Carlo
Pagani Giuseppe Eugenio
Pariani Anna
Peri Alfredo
Piva Roberto
Rabboni Tiberio
Richetti Matteo
Saliera Simonetta
Vecchi Luciano
Zoffoli Damiano 

Solidarietà ad Angelo d’Aiello e condanna per l’accaduto

I consiglieri regionali del PD Costi, Bonaccini, Richetti e Vecchi esprimono la loro vicinanza all’assessore ai Lavori pubblici e attività produttive di Finale Emilia ed esprimono preoccupazione. Questa la loro dichiarazione

Ad Angelo d’Aiello e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà ed il nostro affetto per questo delicato momento che lo vede protagonista di un gesto di intimidazione. Il grave fatto accaduto richiede che le forze dell’ordine facciano al più presto chiarezza e sgombrino il campo da ogni tipo di preoccupazione e timore.

Ciò che è accaduto è molto grave e purtroppo si inserisce in un clima generale del Paese già difficile. Occorre fin da subito essere chiari: con la violenza non si risolvono i problemi, ma si genera solo nuova violenza. La strada dell’intimidazione crea solo paura e genera odio, non individua soluzioni.

Case della Salute: la risposta dell’Assessore Lusenti

Il consiglieri regionali modenesi Palma Costi e Luciano Vecchi (PD) hanno ricevuto le risposte dall’Assessore alla sanità sui tempi e contenuti del percorso di realizzazione e l’impegno a proseguire la realizzazione entro il 2013

La sollecitazione dei consiglieri regionali del Pd Palma Costi e Luciano Vecchi in tema di progettazione/realizzazione  delle “Case della salute” in territorio modenese ha avuto risposta. L’assessore alle Politiche per la Salute, Carlo Lusenti, ha scritto ai due consiglieri regionali che lo avevano sollecitato a fare il punto sulla realizzazione delle Case della Salute.  Nell’Interrogazione Costi e Vecchi chiedevano in particolare di sapere «tempi e contenuti della progettazione della “Casa della salute” di medio/grande dimensione  sulla Città di Castelfranco e di dimensioni piccole a Bomporto , e della Casa della Salute a Finale Emilia».

«Nella risposta giunta dall’Assessore Lusenti abbiamo avuto conferma del rispetto della tempistica prevista nel Pal 2011-2013, che prevede entro il 2013 la realizzazione della Casa della Salute a Finale Emilia, Castelfranco Emilia e Bomporto – dichiarano i consiglieri modenesi del PD Costi e Vecchi – e vengono confermati anche i finanziamenti previsti. In particolare emerge come a Finale Emilia siano in fase di definizione del progetto e come  a Castelfranco Emilia le direzioni di Distretto e di Presidio Ospedaliero abbiano formulato alcune ipotesi sulla collocazione delle attività territoriali e ospedaliere e di razionalizzazione degli spazi». «Per quando riguarda Bomporto la progettazione promossa dai  quattro comuni interessati (Bomporto, Bastiglia, Ravarino e  Nonantola)” – si legge nella lettera dell’assessorato – potrà avere un avvio , per quanto attiene alcune attività , anche in anticipo rispetto la data prevista dal Piano Attuativo Locale (2013)».

«Riteniamo molto positivo l’impegno della Regione nella realizzazione delle Case della Salute, che devono rappresentare il punto di riferimento certo, diffuso in modo omogeneo in tutto il territorio regionale, al quale ci si possa rivolgere in ogni momento della giornata – affermano i consiglieri  modenesi – Le case della salute devono essere chiaramente luoghi riconoscibili dove collocare i servizi che devono lavorare e collaborare in modo integrato coinvolgendo medici di medicina generale, medici di continuità assistenziale, ipediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri, ostetriche e assistenti sociali che operano nel territorio e hanno il compito di assicurare la continuità assistenziale con tutti gli altri punti della rete sanitaria e definiscono percorsi e presa in carico dei pazienti clinici».

Leggi la risposta all’interrrogazione su Castelfranco Emilia e Bomporto

Leggi la risposta all’interrrogazione su Finale Emilia

PD Modena: i contenuti ci sono

La rappresentazione pubblica del Partito Democratico – così come di ogni altra realtà – coincide solo in parte con la sua vera natura e situazione. Lo sa bene, credo, anche Matteo Richetti che, nel momento in cui invita il PD a tornare ad occuparsi di contenuti, non può dimenticare quel che in questi mesi è stato fatto, il lavoro compiuto da tante persone che si sono impegnate con generosità e competenza.

In questi mesi il partito – che non è fatto solo da due o tre assessori o da noi consiglieri regionali – come Matteo sa benissimo ha lavorato, ad esempio, per costruire “Modena 2020. Il patto per il lavoro e le imprese” affrontando con proposte concrete un tema – quello dell’occupazione e dell’uscita dalla crisi – che è al centro delle preoccupazioni di tutti i nostri concittadini.

Non è un libro dei sogni, non è un documento di buone intenzioni. C’è il tentativo di leggere quel che sta succedendo e di proporre qualche realizzazione utile pienamente inserita nelle politiche europee e regionali: una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Penso all’idea del Politecnico regionale per l’alta formazione, che non può essere confinata in una dimensione locale, o all’alleanza con Reggio per diventare insieme il cuore della manifattura innovativa non solo dell’Emilia-Romagna, perché comunque è ora di abbandonare i campanilismi se vogliamo rimanere competitivi sui mercati globali.

Come dice Matteo dobbiamo pensare allo sviluppo, uscendo da una dicotomia un po’ miope tra cementificatori e ambientalisti, ormai fuori dal mondo. Questo è quello che con Modena 2020 abbiamo iniziato a fare, proponendo ad esempio agevolazioni fiscali per il recupero dei capannoni dismessi, norme urbanistiche per disincentivare la delocalizzazione, l’investimento attraverso le ESCO – uno strumento innovativo previsto dalla Finanziaria 2008 – per riqualificare le città.

Non partiamo, dunque, da zero. Nelle prossime settimane il documento sarà posto al centro del confronto con sindacati e associazioni di categoria. L’importante è non sprecare tempo facendo un altro giro di polemiche o, peggio ancora, di polemiche sulle polemiche, che sanno tanto di vecchia politica e di modo per ritagliarsi uno spazio personale. Impegniamoci invece subito, insieme, per dare più visibilità a questo lavoro che ha visto impegnate tante persone e che chiede oggi un lavoro analogo per tradurlo in progetti concreti e realizzabili.

RIVARA: “Cosa c’è dietro l’insistenza di Giovanardi?”

Per il consigliere regionale PD è sospetta l’insistenza per realizzare lo stoccaggio del gas anche in un’area che si è dimostrato essere priva delle necessarie garanzie di sicurezza

Rivara, cosa c’è dietro l’insistenza dell’onorevole Giovanardi? Se lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Palma Costi. “Visti i risultati delle perizie tecniche, che certificano la mancanza delle necessarie garanzie sulla sicurezza, perché l’onorevole del centrodestra insiste a voler realizzare lì, contro ogni evidenza, il deposito per lo stoccaggio del gas?”.

“La nostra regione – prosegue Palma Costi – è già seconda in Italia per volumi di stoccaggio del gas, abbiamo scelto di puntare alla diversificazione delle fonti energetiche investendo su rinnovabili e su risparmio ed efficienza ed esistono altrove altri siti di depositi dismessi che potrebbero essere utilizzati per lo stoccaggio del gas con tutte le garanzie per la sicurezza. Questa insistenza, che ha portato il Governo Berlusconi ad emanare addirittura un decreto ad hoc, è davvero molto sospetta”.

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